La bici

La bici si lasciava contro il muro
senza catene lucchetti catenacci,
che le bici non si rubavano in paese,
solo a Milano si rubavano le bici.

Le bici si lasciavan tra le vigne,
che il contadino inseguiva solo noi
voleva solo darci due pedate
e le bici nemmeno le guardava.

Le bici ci portavan fino al lago
e restavano sulla spiaggia ad aspettare
che ci sfiancassimo a forza di nuotare,
che ci asciugassimo al sole sopra i sassi.

La bici in fondo era la libertà
che mi portava lontano, fino a Como
a Canzo a Lecco e su fino al Ghisallo,
o anche soltanto tra i salici giù al Lambro.

Via da casa, dagli occhi degli adulti,
dai confini disegnati dalla nonna,
con i polmoni in bocca a inseguir camion
divorando salite e gas di scarico.

La mia Frejus d’argento, cambio Simplex,
con tre rapporti e il telaio da un quintale,
che ha combattuto e vinto molto a lungo,
prima di arrendersi e lasciarmi andare.

Ripete la prima strofa.

21 febbraio 2025