La cravatta
È bello a volte
fantasticare su cose
che avremmo fatto “se”,
se non ci fossero state
nascoste, impedite,
sconsigliate, proibite.
Bello fintanto
che ci raccontiamo
che è per colpa d’altri
se non ci siamo riusciti,
se non abbiamo potuto,
se ci siamo fermati.
Poi arriva il momento
della resa dei conti,
e lo decide la vita,
un mattino qualsiasi
davanti allo specchio,
o a occhi aperti nel buio.
Improvvisamente
non ci è più possibile
dare la colpa ad altri
e ci scopriamo noi,
solo noi responsabili
delle mancate partenze,
solo noi responsabili
delle decisioni mancate,
delle rinunce fatte,
delle promesse tradite,
delle sciocchezze compiute,
delle imprese interrotte.
Ed è allora che alla gola,
come una brutta cravatta
ci si stringe il nodo
della corsa del tempo,
ed è ormai troppo tardi
per dire -l’avessi saputo…-
26 gennaio 2025