01 – Vysotskij, la Tv, la Guerra del Golfo


Vysotskij, la Tv, la Guerra del Golfo

Caro Volodja
stavo pensando a quella tua poesia
che dice I nostri figli vanno al fronte

e d’improvviso
m’è entrato in casa il gesto della morte,
una genuflessione
una manata forte al ponte della nave
un indice puntato
una fiammata un rombo un guizzo grigio.

Gli impassibili
grattacieli crudeli di New York
e la domanda
-quali ripercussioni sulla Borsa?-
l’Occidente
disapprova perplesso e tremebondo.

Caro Volodja
la stessa età l’abbiamo avuta a lungo
da lontano senza saperlo noi ci conosciamo

forse amico
ora io credo che tu fossi una voce
sincera e allegra
costretta dagli idioti del tuo tempo
a scagliarsi
nel cielo con un bacio e una bottiglia

dallo schermo
non sanno nulla di baci e di bottiglie
dall’orizzonte
da laggiù si ammettono corpi spezzati
qualche danno
c’è stato ma son comunque pochi.

Caro Volodja
il mio gatto si struscia ignorante
spengo la tele il temporale per ora pare finito.

(*1993, per Vladimir Visotskij, testimone di crudeltà idiote)